Come velocizzare il tuo sito con la cache

 

La lentezza nel caricamento è la principale motivazione che spinge un utente ad abbandonare un sito dopo pochi secondi, determinando di conseguenza un repentino incremento del bounce rate.

Quando si sente parlare di lentezza di un sito, e quindi di page speed, tale concetto viene spesso collegato a quello di sfruttamento del caching del browser.

Di cosa si tratta? La cache altro non è che la registrazione momentanea di tutto quello che avviene su un browser in un periodo di tempo di breve durata. Viene registrata ogni attività svolta, come la visualizzazione di immagini, suoni e download.

Su alcuni siti che hanno una bassa page speed, un intervento che potrebbe risultare molto utile è proprio lo sfruttamento della cache del browser.Servendosi delle risorse rimaste memorizzate nel computer del client, si evita infatti che certi file vengano scaricati ad ogni richiesta, riducendo così il carico del server web e, di conseguenza, la velocità di caricamento delle pagine.

Come fare quindi concretamente per dare una bella accelerata? Bisogna agire sul file htaccess attivando i moduli mod_headers e mod_expires e impostando così dei limiti temporali che impediscano il caricamento di risorse già presenti in cache.

Per farlo basta aprire il file htaccess con un qualsiasi editor testuale e scrivere queste righe di codice:

 

<ifModulemod_headers.c>

# 1 MESE

<filesMatch”.(ico|gif|jpg|jpeg|png|flv|pdf)$”>

Header set Cache-Control “max-age=2419200″

</FilesMatch>

# 1 SETTIMANA

<filesMatch”.(js|css|swf)$”>

Header set Cache-Control “max-age=604800″

</FilesMatch>

# 60 MIN

<filesMatch”.(html|htm|txt)$”>

Header set Cache-Control “max-age=3600”

</FilesMatch>

</ifModule>

 

Se il sito in questione è in WordPress e non si vuole scrivere direttamente sul codice o non si ha la possibilità di accedere ad esso via ftp, è possibile sfruttare la cache e dare quindi un’importante accelerata installando il plugin “W3 Total Cache” o “WP Super Cache”.

Tali plugin agiscono diversamente rispetto a quanto descritto in precedenza per la modifica del file htaccess. Essi realizzano delle pagine html per ogni pagina e articolo presente sul blog e le inseriscono in una cartella, chiamata “cache”.

In questo modo, ogni articolo o pagina richiesta dal client viene restituita non al termine di macchinose elaborazioni del codice php, ma in modo immediato “andando a pescare“ per l’appunto all’interno di questa cartella.

Trovate una guida in italiano per installare e configurare al meglio WP Super Cache a questo link: http://sos-wordpress.it/la-guida-a-wp-super-cac

E’ importante sottolineare un limite legato all’utilizzo di questi due metodi: da un lato c’è il netto miglioramento della page speed, ma dall’altro l’impossibilità per l’utente di visualizzare immediatamente determinate modifiche effettuate al contenuto di una pagina, di un articolo o ad un contenuto multimediale.

In base alla mia esperienza, posso affermare che il gioco valga la candela.

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