Come sfruttare SEMrush per l’ ottimizzazione on site

Porre in essere una buona ottimizzazione on site per il sito di un cliente è naturalmente un’operazione fondamentale al fine di apportare dei benefici allo stesso in termini di posizionamento. Disporre di strumenti capaci di rendere più rapido ed efficace questo lavoro, lo è altrettanto.

In questo articolo farò riferimento soltanto alla procedura di ottimizzazione basilare, non quella legata alla risoluzione di eventuali problemi di codice o alla user experience.

Nel momento in cui ci si accinge ad effettuare un intervento di ottimizzazione on site di base, dopo avere individuato un elenco di parole chiave su cui puntare e verificato i posizionamenti in Serp delle stesse, bisogna individuare ed ottimizzare le pagine più adatte (predisponendo l’eventuale creazione di landing pages ad hoc) per incrementare il traffico per quelle determinate keyword.

Prima di intervenire con le modifiche vere e proprie sugli elementi principali quali tag title, meta description, h1, h2, alt text delle immagini, testo della pagina, ecc., per non rischiare di “far danni”, un controllo da non scordare è quello relativo alla verifica se quella pagina abbia o meno posizionamenti rilevanti per parole chiave non comprese nel nostro elenco.

Infatti, nonostante la maggior parte dei siti web sui quali ci si trova a lavorare presenti posizionamenti soltanto con la homepage, può capitare di imbattersi in situazioni nelle quali sono presenti pagine che veicolano già un volume significativo di traffico organico al sito con un una o più keyword, magari perché quel cliente aveva già svolto in passato dell’attività SEO con un collega. In quei casi, se si interviene anche soltanto modificando un tag title, si rischia di perdere importanti fonti di traffico acquisite dal sito in precedenza.

Come fare dunque per verificare eventuali posizionamenti già ottenuti da una pagina del sito al centro della nostra attività SEO?

A tal fine, l’efficacia degli strumenti di riferimento di Google, Webmaster Tools e Google Analytics, quest’ultimo per via del famoso “not provided”, lascia alquanto a desiderare.

Un metodo molto efficace, a mio parere è quello di utilizzare SEMRush, famoso tool a pagamento utilizzato per l’analisi dei competitor.

Vi basterà infatti inserire nella barra di ricerca l’url di ogni pagina di vostro interesse per avere una panoramica dettagliata su tutte le keyword nelle top 20 posizioni di Google che quella pagina vanta attualmente.

Come vedete qui sopra nella schermata di esempio, per la pagina http://www.corriere.it/sport/ del noto giornale online, è presente l’elenco delle parole chiave, il posizionamento medio, il volume di ricerca medio stimato per quella keyword negli ultimi 12 mesi e altri interessanti dati, tra cui la percentuale di traffico di quella keyword sul totale della pagina.

Effettuando tale procedimento per ogni pagina del vostro sito, saprete come modificare tag title, meta description, alt text delle immagini, bilanciando l’esigenza di migliorare le posizioni delle keyword da voi scelte, con la necessità di non perderere quelli già conquistati in precedenza.

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