Search Console: introdotta sezione di testing AMP

Accelerated Mobile Pages

Da quando Google ha messo la nuova tecnologia Accelerated Mobile Pages (AMP) a disposizione di tutti nel mese di dicembre, alcuni webmaster stanno iniziando ad implementarla per i propri contenuti, in attesa della sua introduzione completa prevista per il mese di febbraio.

Per aiutare chiunque lo desideri ad implementare AMP in maniera corretta, è ora presente un’apposita funzionalità nella Search Console. Nello screen sottostante è possibile vedere dove esattamente tale opzione è stata aggiunta:

amp

In questa nuova sezione Google rileva la presenza di tecnologia AMP sul sito e segnala gli eventuali errori di implementazione della stessa.

Si tratta di un’importante aggiornamento del vecchio Webmasters Tools, utilizzato da molti esclusivamente per l’invio di pagine all’indice di Google e per l’individuazione di eventuali errori 404 e 500.

Per iniziare a sfruttare AMP nella ricerca su Google è necessario creare pagine AMP valide, assicurandosi che usino il NewsArticle Schema.org markup linkandolo adeguatamente”, ha detto John Mueller.

Il report di Search Console relativo ad AMP si presenta in modo molto simile a quello relativo agli errori di mobile usability e a quello di testing del robots.txt. Fornisce una panoramica completa indicando gli errori e l’url specifica su cui sono stati individuati.

Ma che cos’è esattamente AMP?

Si tratta di una tecnologia open-source finalizzata a risolvere i problemi che riguardano la velocità di fruizione dei contenuti da mobile. In pratica, una serie di nuove istruzioni html che, interpretate da un parser Javascript, renderebbero immediato il caricamento della pagine su dispositivi mobili.

Più precisamente, per raggiungere l’obiettivo AMP precarica le immagini e le mantiene in una cache, effettua nell’immediato il caricamento delle immagini above the fold e solo una volta presenti nel viewport le altre, e minimizza css e html.

Secondo Mueller, implementare la nuova tecnologia sarà semplice come installare un plugin in un CMS. Per WordPress, per esempio, ne è già disponibile uno.

 

Fonte: Searchenginejournal.com

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