I risultati del sondaggio di Moz sulla link building nel 2014

Giungono dati interessanti dal “Link Building Survey 2014” realizzato da Moz.

Dopo il successo della prima edizione, a 12 mesi di distanza la società americana ha riproposto le stesse domande riscontrando un cambiamento strategico piuttosto evidente da parte degli intervistati.

Le persone sottoposte a sondaggio sono state 315, dato in calo rispetto allo scorso anno. L’autore del relativo articolo su Moz, James Agate, ha cercato di motivare tale flessione adducendo alla minore rilevanza che molti, oggi come oggi, attribuiscono all’attività di link building. I partecipanti sono stati per il 37% consulenti o professionisti di agenzia, per il 30% SEO Manager, per il 13% proprietari di un’azienda di SEO, digital marketing e simili, per il 12% proprietari di azienda (non di marketing), e, infine, per l’8% consulenti o professionisti freelance.

Il sondaggio si può dividere in due macroaree: la prima riguardante il budget speso e che si prevede di spendere prossimamente, la seconda , più tecnica, orientata alla tipologia e strategia di link building messa in atto.

PRIMA PARTE- BUDGET

Per quanto riguarda la prima parte, quella economica, un aspetto interessante è la percentuale di budget destinata alla link building all’interno delle spesa totale per attività SEO. A questo proposito, l’immagine sottostante è molto chiara:

moz1

 

 

Dato ancor più interessante emerge dalla risposta a questa domanda molto diretta:”Hai aumentato o diminuito la spesa per link building negli ultimi 12 mesi?” Beh l’81% l’ha aumentata e solo il 19% diminuita.

Sono state anche domandate le ragioni di ciò. Le risposte più comuni per giustificare un aumento del budget sono state le seguenti:

  • Costi maggiori dovuti dal passaggio dal link building vecchio stile, più economico, a quello nuovo.
  • Costi maggiori per quanto attiene alla produzione/creatività.
  • I link buoni sono importanti come sempre per ottenere visibilità sui motori di ricerca, dunque ha senso destinare sempre più risorse a questa attività.

Le più comuni per giustificare la riduzione del budget sono state le seguenti:

  • Spostare il budget per link building a progetti di content marketing.
  • Volontà di ridimensionare i rischi di un eventuale intervento manuale da parte di Google.

Inoltre, per quanto riguarda i prossimi 12 mesi, gli intervistati hanno dichiarato per il 73% di voler incrementare le spese per link building e per il 27% di volerle decrementare.

SECONDA PARTE – STRATEGIA

Per quanto attiene al tipo di link building attuato con maggior frequenza, ecco qui le risposte date dagli utenti (le cifre corrispondono all’effettivo numero di risposte ricevute, non alle percentuali):

moz2

 

James Agate, paragonando i dati con quelli del 2013, sottolinea il passaggio da un 50% di intervistati che indicavano il guest blogging al dato attuale inferiore al 15%. Stranamente però, le voci“paid links” e “blog networks”passano dal 5% del 2013 al 13% circa del 2014.

Rispondendo invece alla domanda “Quali tecniche di link building ritieni siano le più efficaci?”, 91 persone hanno risposto “la diffusione di contenuti”, 54 la “promozione di infografiche”, 47 la “broken link building (approfondimento qui)”. Qui sotto il quadro completo:

moz3

 

Il sondaggio si conclude con le domanda relativa alla tecnica di link building considerata meno efficace e con quella relativa alla tecnica considerata più pericolosa. Ecco i resoconti qui sotto (le cifre corrispondo sempre alle risposte effettive e non alle percentuali):

Tecnica meno efficace:

moz6

 

Tecnica più pericolosa:

moz7

 

Infine, se desiderate leggere l’articolo completo, cliccate qui.

 

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