Mobile First-Index: a cosa prestare maggiormente attenzione

mobile first index

A seguito del Mobilegeddon 2015, ogni sito che si rispetti sia esso un e-commerce, un blog o un sito aziendale, deve necessariamente essere mobile friendly.

Questo perché, negli ultimi anni, il modo di percepire internet e di informarsi è profondamente cambiato: gli accessi da dispositivi mobile hanno di gran lunga superato quelli provenienti da desktop, tanto da spingere Google, con il Mobile First-Index, a favorirne i contenuti indicizzandoli per primi e attribuendogli così maggior credito.

Dunque, per i siti che già possiedono una versione mobile non vi è alcun problema, a patto che questa contenga le stesse informazioni della versione per PC poiché tutto quello che non sarà visibile, per Google non esisterà. Inoltre, la versione mobile dovrà includere gli stessi dati strutturati presenti nella versione desktop.

Dall’annuncio ufficiale del Mobile First-Index è diventato indispensabile che il sito sia ottimizzato non solo da desktop ma anche da mobile. Come descrive Ryan Shelley in un interessante articolo, sono cinque i punti di cui un sito responsive ottimizzato non può fare a meno:

mobile design: il design responsive ha una propria rilevanza ai fini di una buona ottimizzazione, ma sarebbe meglio che non vi fossero contenuti Flash;

– la velocità: buona parte della velocità di caricamento di una pagina è dovuta anche alla grandezza delle immagini, l’ottimizzazione di queste consente di risparmiare byte. Per rendere una pagina più veloce si potrà decidere di eliminare le immagini superflue oppure sfruttare gli effetti CSS3. Oltre alle immagini è utile ridurre il numero dei redirect che possono rallentare la velocità di caricamento della pagina;

– local optimization: resa ancora più accurata da Possum, update rilasciato a settembre. Secondo un report stilato da Google, l’utenza che effettua una ricerca da mobile e visita un negozio online, è portata poi ad andarci e ad acquistare nello stesso giorno. In percentuale minore, questo accade anche a chi ha effettuato le proprie ricerche tramite tablet o desktop.

ottimizzazione onsite: dato il minor spazio nelle serp mobile, è bene che durante l’ottimizzazione onsite ci si attenga al numero di caratteri previsto nella stesura dei metadati.

Infine, ricordate che a differenza degli anni passati, non è più necessario bloccare le risorse CSS, JavaScript e le immagini, dal momento che gli smartphone sono diventati più potenti e il GoogleBot è in grado sia di vederle che di classificarle.

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