HTTPS: l’ultimo arrivato tra i fattori di posizionamento

I fattori che influenzano il posizionamento sono numerosi e di natura diversa, alcuni hanno molto peso sui risultati mentre altri li influenzano solo leggermente. Parlando poi di SEO, che è tutto fuorché una scienza esatta, esperti (e meno esperti) cercano in continuazione nuovi fattori per riuscire a posizionarsi meglio dei concorrenti, senza aver mai la certezza di avere ragione.

 

Per questo motivo, in un mondo così incerto, quando è Google stessa a confermare le notizie è tutta un’altra cosa. Agli inizi di Agosto, con un post sul blog ufficiale, l’azienda americana ha annunciato l’introduzione di un nuovo fattore di ranking: l’ HTTPS.

Per fare chiarezza l’HTTPS è un protocollo che applica un algoritmo di crittografia asimmetrica alla comunicazione tra server e client. Parlando di un sito web, l’HTTPS crea un “canale privato” tra il server e l’utilizzatore tramite uno scambio di certificati. Il risultato è, o dovrebbe essere, una comunicazione più sicura e una minore possibilità di intercettazione dei dati da parte di malintenzionati.

Nella sua battaglia per una maggiore sicurezza, Google concede quindi un bonus al posizionamento per i siti che decideranno di passare all’HTTPS. Chiaramente sarà uno dei fattori di posizionamento che hanno un lieve impatto, ma sicuramente da non sottovalutare.

Considerando che la procedura per l’implementazione è piuttosto semplice, e basta un redirect 301 per comunicare al motore di ricerca l’avvenuto passaggio, sembra proprio che non ci siano effetti collaterali per questa procedura. L’HTTPS come fattore di posizionamento funziona per URL singola e non per tutto il sito, quindi se non vi fidate e volete essere prudenti, è possibile provare la migrazione con una singola pagina o sezione senza influenzare il resto del sito. Potrete così monitorare gli eventuali effetti e decidere se migrare il sito completo oppure no.

 

L’HTTPS come fattore di posizionamento, a differenza di quello che han pensato in molti, non è collegato a nessun altro algoritmo di Google, per cui anche se non avete un sito ottimizzato per i vari Panda, Penguin, etc.(e dovreste averlo!) riceverete esattamente come tutti un miglioramento del ranking.

La speranza del colosso statunitense è che con questo incentivo tutti passino a questo protocollo di maggiore sicurezza, ma sarà quasi impossibile che questo avvenga, almeno nel breve periodo. Passare all’HTTPS tra i primi significherà così guadagnarsi un lieve ma (probabilmente) duraturo vantaggio nei confronti dei nostri concorrenti in SERP.

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