Due mesi con Penguin 4.0. Cosa è cambiato?

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Si è sentito parlare parecchio negli ultimi mesi di Penguin 4.0. In particolare il nuovo update ha un po’ allarmato molti SEO, ma oggi possiamo finalmente dare delle risposte e spiegare cosa è realmente cambiato in termini di risultati dopo quest’ultimo aggiornamento di Google.

Facciamo innanzitutto una piccola premessa elencando le caratteristiche più importanti da ricordare riguardo Penguin 4.0:

  • non è più un filtro ma parte integrante dell’algoritmo.
  • le penalizzazioni sono granulari.
  • il refresh avviene in tempo reale.
  • è un algoritmo sempre attivo.
  • è diventato più facile risolvere le penalizzazioni.

In base a questi elementi è opportuno che un link per non essere penalizzato abbia delle caratteristiche specifiche, ma se sai già in cosa consiste la link building e la sai fare bene, per te, con Penguin 4.0 non è cambiato assolutamente niente.

Delle buone campagne di link building, dunque, dovranno avere le seguenti caratteristiche per non provocare penalizzazioni:

  • generare link provenienti da fonti autorevoli, ad alto trust.
  • i link dovranno essere indirizzati a pagine interne del sito internet, non solo alla homepage e viceversa
  • distribuire le Anchor tra URL, anchor secca, brand e brand più anchor.
  • no directory, no scambio di link diretti.

Agendo in questo modo non solo eviterai penalizzazioni, ma otterrai ottimi risultati in termini di SEO.

In un recente articolo pubblicato su searchenginewatch.com, si parla di un’analisi dell’andamento di un sito, due mesi dopo l’aggiornamento di Penguin. Da questa analisi è possibile evincere che il traffico del sito in questione (misurato dal tool SEMrush) è raddoppiato, pertanto questa aggiornamento non ha fatto altro che apportare dei benefici alla SEO.

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