Google e la privacy

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Oggi ospitiamo con enorme piacere l’articolo di una delle giornaliste più apprezzate nel web nonché una delle redattrici più attive di Lettera43, sto parlando di Claudia La Via.

Privacy. Sicurezza. E scelte personali. Quanto si entra in Rete la parola chiave è sempre compromesso. Se scegliete di “cedere” le vostre informazioni al web siate consapevoli del perché lo fate e preparatevi a eventuali conseguenze. Non necessariamente spiacevoli, certo. Ma di sicuro capaci di andare ben al di là di quello che avevate inizialmente pensato. Perché le potenzialità del web sono davvero infinite.

A partire da un “semplice” account di posta. Lo ha appena dimostrato Google, per esempio, che ha deciso di aggiornare il suo servizio Gmail sincronizzandolo col social network Google+. Ora sarà possibile mandare e ricevere una mail anche se non si conosce o non si è mai dato un indirizzo. Come? Semplice, il sistema – se si è iscritti – lo recupererà automaticamente da Plus.

La notizia ha gettato un po’ nel panico i “cultori della privacy” a tutti i costi. Ma il pericolo in effetti non esiste. Diciamo piuttosto che è solo un modo, più semplice, per rendere raggiungibile qualcuno ma senza la necessaria e volontaria condivisione di tutta una serie di dati personali. Compreso anche l’indirizzo di posta che, anche in questo caso, non sarà rivelato ma verrà utilizzato dal server per inviare il messaggio restando però anonimo per il mittente. In pratica Google non lo metterà “in chiaro”.
Comunque sia il gigante di Mountai View è pronto a grandi obiettivi anche per il 2014. E tanti sono soprattutto a vantaggio dell’utente. A partire da una maggiore integrazione fra mondo pc e universo mobile. Google ne è convinto: il web in mobilità ha ancora tanto, troppo, potenziale inespresso.
L’obiettivo è assicurare più prestazioni e più fluidità del browser sul telefono e tablet, ma non solo. Google punta anche a ridurre la linea che separa le applicazioni installate localmente da quelle eseguite nel browser (cioè le web app). L’azienda di Mountain View punta ad esempio a rendere sempre disponibile la modalità offline per queste applicazioni, che così si potranno usare anche senza un collegamento a Internet. Google pare inoltre intenzionato a fornire a tutti gli sviluppatori strumenti specifici per l’analisi e l’ottimizzazione del proprio software. La volontà è quella di accelerare ulteriormente verso sistemi e applicazioni che siano totalmente o quasi basate sul web. Non resta che attendere.

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